“Intervista al tempo”

di Silvia Oppezzo

Tempo, hai mille volti eppure non ti vediamo. Qual è quello vero?

Lo sguardo vacuo di un neonato o le rughe su un viso di donna. Il passo stentato di un vecchio, la corsa di un bambino. Le prime gemme in primavera, le spighe mature, il cadere delle foglie. Il trascolorare delle stagioni. Sono tutti volti miei, tutti veri.

Dicono che il tempo è prezioso, è denaro, che chi ha tempo non aspetti tempo, che la vita è lunga se sai usarla, che perder tempo a chi più sa più spiace. Come guadagnare tempo? Perché lo perdiamo così facilmente?

Pensate di guadagnare tempo andando di fretta, ammassando attività, impegni. Vi sbagliate: vi affannate soltanto e non godete nulla. Il segreto è vivere pienamente ogni istante, dedicarvi a ciò che vi rende felici.

Dicono che abbiamo l’ora ma non il tempo. Ti misuriamo con clessidre, meridiane, orologi. Eppure ti contrai e dilati come una fisarmonica. A volte sei lento, interminabile, a volte passi troppo in fretta. Perché?

Dipende esclusivente da voi, da come mi vivete, dal valore che date ad ogni istante, da quanto siete gioiosi o annoiati.

Dicono che guarisci ogni ferita. È vero?

Dipende da voi: se avete coraggio di lasciare il male alle spalle, di guardare oltre, di perdonare.

Tempus fugit. Ma dove vai?

Nel passato, nei ricordi. Oppure nei sogni, nelle aspettative, nelle speranze per il futuro. Ma rimango qui. Nel presente mi potete sempre trovare.

Porti via tutte le cose, come un uragano. Strappi via anche le più belle, le più care, le getti nell’oblio.

No, le porto in salvo, al sicuro, dove nulla andrà perduto. Tutto custodisco nei vostri cuori e nel tempo dell’eternità.

***

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“Intervista al tempo” Silvia Oppezzo – Concorso Letterario #IlVoltoDellaClessidra – II Edizione – Anno 2022
“Intervista al tempo”

Un pensiero su ““Intervista al tempo”

  • Luglio 31, 2022 alle 7:21 am
    Permalink

    Il tempo si dilata, si deforma e passa sempre più piano mano a mano che ci avviciniamo alla velocità della luce. Oggi scopriamo, grazie a Silvia Oppezzo, che il tempo ha inaspettatamente un “attimo di tempo” per parlare con noi.

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