La piuma d’oca

di Sabrina Cotrozzi

C’era una volta un piccolo fantasma scrittore che credeva di essere vivo. Smarrito e fragile, trascorreva le ore in una soffitta dimenticata, convinto di respirare come tutti gli altri, mentre le ombre ogni sera si allungavano intorno a lui come compagni silenziosi.

Ogni notte, avvolto dalla nebbia e dal silenzio, prendeva in mano la sua penna e riempiva pagine intere di storie magiche. Con cura inviava i suoi manoscritti ovunque, in cerca di qualcuno che li leggesse. Ma non riceveva mai risposta.

Col passare dei giorni, notò che la sua mano non lasciava ombra e che nessuno rispondeva ai suoi saluti. Lentamente capì la verità più difficile: non era vivo, ma un fantasma. E allora comprese il motivo del silenzio: per gli altri quei fogli erano rimasti muti e invisibili. La scoperta lo ferì profondamente, perché se era invisibile, come avrebbe potuto farsi sentire? In certi momenti disperati temeva che la sua voce sarebbe rimasta per sempre sepolta, come una lanterna spenta nel cuore della notte.

Un pomeriggio, seguendo un sussurro caldo portato dal vento tra le foglie, scoprì un’antica magia nascosta nel cuore del bosco: un incantesimo capace di donare agli spiriti la voce perduta. Allora espresse il suo più grande desiderio e, lentamente, una piuma d’oca prese vita tra le sue mani tremanti, lucente e leggera, intinta in un calamaio colmo d’inchiostro nero profondo. Non una penna qualunque, ma l’unica in grado di rendere visibili i sogni dei fantasmi.

Finalmente, con quella piuma d’oca magica, poté comporre un racconto visibile, pieno di sogni e avventure, e riuscì a inviarlo a un concorso di Halloween, proprio all’ultimo momento, con il cuore che batteva forte.

Qualche giorno dopo, arrivò una lettera speciale: era stato selezionato per un incontro con gli editori più importanti, con la possibilità concreta di farsi pubblicare. Felice ma anche timoroso, decise di camuffarsi per sembrare umano. Indossò un vecchio cappello consunto, un paio di occhiali grandi e un cappotto sbiadito trovato nella soffitta.

Il giorno della cerimonia, mentre saliva sul palco illuminato dai riflettori, il travestimento cominciò a svanire, rivelando la sua forma trasparente, eterea. Qualcuno lanciò un urlo strozzato, altri trattennero il fiato: per un attimo la sala parve popolata da brividi, come in una veglia di Halloween. Ma invece di spaventarsi, il pubblico scoppiò in un applauso fragoroso, convinto fosse una trovata spettacolare, una meravigliosa sorpresa.

Il piccolo fantasma scrittore, con il sorriso più vero che avesse mai avuto, ottenne finalmente il riconoscimento che aveva sempre sognato. E in quel momento capì che la vera magia era essere se stessi, anche se fatti di trasparenze e ombre. Da allora le sue parole continuarono a vivere sulle pagine ogni giorno, ma ad Halloween acquistavano una luce speciale, ricordando a tutti che persino i fantasmi hanno storie da raccontare.

La piuma d oca – Sabrina Cotrozzi
La piuma d’oca

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