Esercizio di scrittura #20

Scrivere un breve racconto partendo da un paradosso. Elementi da utilizzare: personaggio l’ “OMBRA”, ambiente circostante il “BUIO PESTO”, oggetto un “LAMPIONE SPENTO”.

Proponiamo un esercizio di scrittura creativa molto particolare e soprattutto in linea con il concorso che stiamo proponendo in questo momento su Lettera32 Il Blog. Partendo da un paradosso, dovrete creare un breve racconto con una trama assurda ma… che funziona! Quello che vi serve? Uscire fuori dai vostri schemi mentali abituali. Navigare nel mare aperto della fantasia, dove tutto è possibile e realizzabile…

Che sfida ragazzi!!!

👉 Elementi da utilizzare in questo esercizio:

  • Il personaggio: l’ “OMBRA”.;
  • Ambiente circostante: il “BUIO PESTO”;
  • Oggetto: un “LAMPIONE SPENTO”.

Create una trama assurda, divertitevi ad andare fuori dagli schemi… utilizzate creatività ed immaginazione!

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ATTENZIONE ❌
📌 Regole dell’esercizio di scrittura (leggere con attenzione):
– scrivete nei commenti sotto questo articolo;
– si può scrivere solo un commento a persona;

– utilizzate fino ad un massimo di 200 parole;
– il breve racconto deve parlare del personaggio (ombra), dell’ambiente (buio pesto) e dell’oggetto (lampione spento);

– per il conteggio delle parole fate attenzione a questo esempio: “l’albero” sono due parole e non una. Il computer, visto che sono attaccate, ne considera solo una, sbagliando il conteggio finale.

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La breve storia/frase, per essere pubblicata su Lettera32 Il Blog, deve essere INEDITA e non pubblicata né su carta (libro/riviste/ecc.), né su e-book, né tantomeno su nessun altro canale, sito, social, ecc.. Tutti coloro, che non rispetteranno questa regola, verranno esclusi dall’iniziativa con la conseguente cancellazione del loro breve componimento.

👉Le storie più carine e significative verranno pubblicate sui canali del Blog Lettera32.

“Scrivere… scrivere… scrivere… occorre fare sempre esercizio con penna e foglio in ogni modo e maniera.”

Questo il link del nostro sito, dove trovate gli esercizi di scrittura da noi proposti:
👉 Esercizi di scrittura.

Cosa aspetti… elabora le idee e… scrivi adesso nei commenti!!! Le pubblicazioni delle frasi non seguiranno un calendario preciso, quindi… continuate a seguirci tutti i giorni, come fate sempre!

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Queste i brevi racconti selezionati.
Buona Lettura.

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Qui sotto troverai i commenti dei nostri autori relativi all’esercizio in questione.
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#EsercizioDiScrittura #20 – Paradosso – Lettera32 Il Blog
Esercizio di scrittura #20
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3 pensieri su “Esercizio di scrittura #20

  • Gennaio 28, 2022 alle 7:33 pm
    Permalink

    Strappo

    Ah, che ombra infelice son io, costretta a girovagare con l’unico amico che ho, buio pesto, da tutti evitata, reietta perfino a me stessa!
    Tutta colpa di quel maledetto lampione spento che mi ignora e mi respinge!
    Ho trascorso intera la mia vita tra le sue calde braccia, mi facevo piccola piccola per non offuscarne lo splendore, io ombra, lui luce, ci completavamo a vicenda! Credevo fossimo felici e invece un giorno, che era quasi al tramonto, senza dirmi niente non si accese più e in un attimo mi trovai giù, in strada, sempre più gigantesca e spaventosa, precipitata tra le fauci di buio pesto! Meno male che almeno lui, buio, mi accolse, meno minaccioso di quanto sembrasse,ma a consolarmi proprio non riesce. Cosa ci faccio qui, con lui, io che guardo in alto e mi struggo di dolore? E più soffro e più suscito paura nei passanti che scappano e io corro dietro ciascuno di loro supplicandolo di guardarmi, di ricordarmi com’ero quando vivevo lassù, seminascosta e piccola. Felice.
    Ah, se solo potessi tornare indietro e scegliere se nascere ombra o luce, di certo sceglierei di essere un lampione, per non spegnermi mai. Mai.

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  • Febbraio 3, 2022 alle 7:28 pm
    Permalink

    In una notte scura scura l’ombra si distese sulle cose, si insinuò, dilagò fino a coprirle completamente. Chiedeva alle cose di essere notata, riconosciuta, ma esse, stranamente, non la riconoscevano.
    《Possibile?! Perché nessuno si accorge di me?》sbottò indignata.
    《Colpa mia!》esclamò una flebile voce alle sue spalle.
    《Chi ha parlato?》sussultò l’ombra.《Chi sei?》
    《Sono io, il LAMPIONE. SPENTO! Gli uomini si sono dimenticati di accendermi, quindi, in questo BUIO PESTO, nulla è visibile, nemmeno tu. Accendimi tu e, nella luce, tutti ti vedranno》
    《Ma come faccio?》piagnucolò l’ombra disperata. 《Io non ho corpo, non ho mani, non ho consistenza per poterti aiutare!》
    《Provaci!》la supplicò il lampione.《Sapessi quanto soffro a sentirmi così inutile! A non poter illuminare la strada ai viandanti, il terreno agli animali notturni, a non poter alleviare la paura del buio a tanti bambini!》
    L’OMBRA obbedì. Per tutta la notte esaminò, tastò, abbracciò il palo, nel tentativo di accenderlo. Ma inutilmente. Fino all’alba.
    Il sole restituì poco a poco forma, contorni, colori alle cose. Anche l’ombra finalmente divenne visibile, riconoscibile. Ridimensionata, ridotta, non faceva paura a nessuno. Ma solo grazie alla luce – capì – poteva esistere.

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