“Il pranzo di Natale”

di Andrea Caietti

La domanda è: il Natale mi piace o no?

Nella casella del sì devi mettere la musica e le canzoncine con i campanelli. Questo è bello. Bello è anche girare per la città in cerca di regali. Un altro punto per il sì. Se avessi un portafoglio più gonfio sarebbe meglio ma non è così. Un punto per il no. Altre cose da mettere nel no? Tutti quelli che ti fanno gli auguri. Ohohoh di Babbo Natale. I figli che vogliono tutto, ma forse quello non mi piace, ma forse me lo regala la zia, tu che dici papà?

Tutto questo è stressante. Quindi cosa rispondere alla domanda se mi piace il Natale?

Purtroppo non ho il tempo di pensarci. Quest’anno è toccato a noi organizzare il pranzo. E voi tutti sapete cosa vuol dire.

Ecco cosa succede. Pronti?

“Ricordati che la fidanzata di Luca è celiaca”.

“Quale Luca?”.

“Il figlio di mia sorella, quanti Luca conosci?”.

Sorridi e tua moglie ti guarda storto. Sdrammatizzi, ma capisci che la faccenda è seria. La tua dolce metà ha iniziato a trasformarsi in quella che tu definisci renna mannara. Cavolo! Se solo immaginasse come la chiami sotto Natale saresti fuori di casa.

“Mi dici cosa c’è da ridacchiare?” ti fissa. Allora sì che ti viene da ridere. Prima che la renna mannara ti attacchi le prendi le mani e le dai un bacio.

“Papà e mamma si baciano!!!” il tuo primogenito. Otto anni di furia selvaggia.

“Facciamo una foto facciamo una foto” Di tua figlia ami tutto. Tranne quando fa quella voce stridula come adesso.

Tua moglie si scosta sbuffando e richiama all’ordine i bambini. Tu non capisci se sbuffa per il bacio, per il casino che sta esplodendo o per il pensiero del pranzo.

“Faremo un risotto” dici per chiudere l’argomento fidanzata di Luca.

“Un risotto? E i tortellini in brodo”.

“I tortellini sono per quelli normali”.

“I celiaci sono normali”.

“I tortellini sono per quelli non celiaci”.

“Giovanni e Chiara l’anno scorso li hanno fatti”.

Questo è il momento per tirare giù l’asso “Lo scorso anno Luca non era fidanzato” Dici sfoggiando un mach ball mica da ridere.

Tua moglie ti fissa. Di certo la frase hai ragione non verrà usata ma la sua faccia basta e avanza. È fatta? Nemmeno per sogno.

“Comunque i tortellini ci vogliono” Insiste.

“Dove li troviamo?”.

“Cercheremo un pastificio che li faccia”.

Un fascio di banconote svolazzanti che ti abbandonano. Questo è il sinonimo della frase cercheremo un pastificio che li faccia. Ed ecco che fai l’errore “Potremmo fare il risotto e anche i tortellini. Lei non li mangia e siamo a posto” Osi dire.

Sembrava una frase normale, ma il pubblico non ha gradito. La cosa peggiore è che quella che ti tratta male è tua figlia. Solo in quel momento realizzi che, la signorina bionda di cui parla tanto e che le piace un sacco, è proprio la fidanzata di Luca. Ti scusi ed eseguendo la manovra innata nel maschio, schivi il sasso e passi oltre “Ok per i tortellini celiaci. Come antipasti crostini di carne e di salmone?”.

Tua moglie annuisce. Questa è andata.

“Per il secondo dobbiamo fare il cappone e anche un po’ di pesce” dice.

Tu pensi al casino che ci potrà essere, ma siccome siamo ancora al 20 e se sbagli frase il casino scoppia subito, meglio annuire.

Lei guarda il tavolo del soggiorno. Mentalmente sta, non solo contando in quanti saremo, ma anche come si potrebbero disporre gli invitati.

Invece se ne esce con “Secondo te il mio vestito blu andrà bene?”.

Che accidenti c’entra? Lei continua “O forse i pantaloni neri e quella camicetta azzurra. Sai, quella con le maniche larghe”.

Ovvio che non hai la minima idea di cosa stia parlando “Forse il vestito blu è troppo elegante” azzardi.

Lei rimane in silenzio per un attimo “I figli di tua sorella vengono?”.

Qui si salta come stambecchi “Credo di sì”.

“Allora non glielo hai ancora chiesto!? C’è da fare la spesa e organizzare tutto!”.

“Mi sembra che abbia detto che ci sono tutti e due”.

“Mi sembra mi sembra” scuote la testa “Lo voglio dire subito: se si mettono a parlare di politica mi arrabbio. Almeno il giorno di Natale!”.

In realtà sai che i tuoi nipoti sono bravi ragazzi, ma la loro bramosia di salvare il mondo, qualche volta, viene espressa in maniera un po’ troppo colorita.

“Quindi in totale saremo quanti?” chiedi cambiando discorso.

“Noi quattro, tua sorella altri quattro mia sorella tre, mamma e papà… tredici oddio! Proprio per Natale no eh!”.

Hai una voglia di ridere che devi pensare a quando avete perso il campionato all’ultima partita per intristirti un po’ “Tredici per natale non va bene” confermi.

“Marco e Michela non hanno fidanzati, amici o qualcuno da portare?”.

“Non credo ma forse possiamo chiedere a qualche vicino se viene”.

“Guarda che io tredici a tavola non li voglio”.

Questo è un problema. Per fortuna tua moglie è una donna pratica “Ci penseremo poi, ora dobbiamo fare la lista della spesa”.

Lo sai che ti aspettano cinque giorni impegnativi? Certo che lo sai.

Il 24 è stato un giorno così corto da sembrare infinito. Ti rendi conto di quante cose sono state fatte?

Fino all’una siete stati al lavoro. Poi pranzo veloce, pianificazione dei compiti, inventario cibo. A proposito: per fortuna tua suocera si è ammalata, così siamo rimasti in undici a tavola. Questo comporta più lavoro perché si dovrà portare il pranzo a mamma e papà, ma almeno l’intoppo dei tredici è stato evitato.

Per fortuna tovagliato e utensili vari erano già stati vagliati un paio di giorni fa dallo staff. Solo che la scelta della tovaglia ha richiesto più del dovuto. Tua moglie e sua sorella hanno scartabellato in ogni dove e indovinate un po’? La scelta è caduta sull’unica spiegazzata e ORRORE! Con una macchia! Quindi lavala, stirala e stendila sul tavolo in modo che non ci siano piegature. Vogliamo parlare di quanto ha girato la lavastoviglie? Mi domando a cosa serva lavare piatti bicchieri e posate prima di metterli via, se quando li devi usare è meglio dargli una passata. Perché non si sa mai. Non si sa mai cosa? Va bene: laviamo tutto.

Forse vi sfugge ma far da mangiare per undici persone in una cucina normale di una casa normale non è così semplice. Specie se né tu né tua moglie siete provetti cuochi.

Tra lo sbucciare le patate per l’arrosto di domani, preparare il tiramisù che è l’unica cosa che si può fare il giorno prima e pulire la guerra sull’acquaio siete arrivati a sera scoppiati. Da non dimenticare che in tutto questo i tuoi figli hanno voluto aiutarti.

Due demoni di otto e sei anni in giro per la casa armati di cibo. Se chiudete gli occhi pensando a questa frase , vedete un mondo apocalittico.

Arriva l’ora x. Il 25 Dicembre.

I regali per noi e i bambini sono stati aperti la notte dopo la messa, come ogni anno. Quindi un lavoro già fatto. Sveglia presto. Avevi chiesto a tua sorella di aiutarti e lei lo ha fatto: ha comprato il sugo per i crostini. Tua moglie ha apprezzato – alleluja – almeno ci siamo scampati il puzzo per la casa. Anche tua cognata o suo marito sarebbero stati ben accetti a far qualcosa ma il loro contributo si è limitato all’acquisto dei tortellini celiaci. Questa volta alleluja lo dici tu porca puttana: ti avevano sparato più di una bici da corsa!

C’è da tagliare il pane. Tanto pane. Tanto tanto pane. Crostini doppi per undici. La prossima volta prosciutto e mortadella ah cristo! I tuoi nipoti non mangiano salumi. Pensi a quando eri piccolo tu e mangiavate dai nonni. Non c’erano tanti frufru; in tavola c’era quello per tutti e via andare.

I cellulari hanno preso a squillare già dal mattino. Che fate? Come ti vesti? La mamma come sta? E tu sei in cucina.

Un’altra cosa da fare ieri sera sarebbe stata togliere il burro dal frigo. Tua moglie dice che li farete senza burro. Olio e limone va più che bene.

Almeno il programma logistico sembra ok: ricapitoliamo i quattro fornelli. Sugo per crostini. Pentola per il brodo. Tegame per il riso. Pentola per i tortellini. Uno due tre e quattro.

Sono già le dieci. Devo anche accendere il forno. Ma se metto il cappone e le patate che ne sarà del pesce? Potresti infornare subito pollo… é un cappone precisa tua moglie mimando il gesto delle forbici che tagliano… e patate poi li tieni coperti al caldo e metti il pesce mentre mangiate gli antipasti. Può andare. Il pane tagliato ti guarda. Già. Per un attimo pensi di metterlo a tostare sul termosifone, ma poi opti per la griglietta elettrica. Ti ricordi che non funziona quando l’accendi e salta la corrente.

Sono le undici e venti. Tua moglie comincia a mettere un pò di roba in lavastoviglie, poi si eclissa per apparecchiare. Tuo figlio vuole un pezzo di panettone. La bambina tocca il forno e si brucia. Tu corri da lei e urti nel mestolo del riso che si sparge come una grandinata.

Porca troia.

A mezzogiorno il cappone non è neanche vicino ad essere pronto. Il sugo è ok. Il brodo va filtrato. Le mani ti puzzano di pesce. Ti lavi ma l’acqua del rubinetto sbatte su un cucchiaio che ti lava braccia e viso. Meglio così: la doccia è fatta.

Il cellulare continua a suonare. Tra poco siamo lì. Noi siamo in ritardo. Ho sentito mamma e sta meglio.

La tua camicia ha più macchie della tavolozza di un pittore. Però i crostini sono pronti. Il brodo è troppo salato. Poco male: via sotto il rubinetto e tutto si aggiusta.

Suona il campanello. Auguri auguri, ciao, come stai, che buon profumo.

I rintocchi dell’una salutano l’uscita dal forno del cappone con patate. Tuo cognato ha portato il vino. La celiaca, che tra parentesi è anche discreta, ringrazia per i tortellini.

Sono tutti a tavola. Ti siedi ignorando i bambini, la moglie e tutto il resto del mondo. Hai una fame fottuta e dopo uno sguardo complice con tuo nipote, parte l’assalto al pranzo.

Qualcuno propone un brindisi. Ci alziamo tutti parlando e ridendo.

Buon Natale.

***

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Il pranzo di Natale – Andrea Caietti – (#RaccontiDiNATALE)
“Il pranzo di Natale”

Un pensiero su ““Il pranzo di Natale”

  • Gennaio 11, 2021 alle 10:28 pm
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    Bello un Natale tradizionale… Oggi fa tenerezza pensare come eravamo felici e non ce ne rendevamo conto.
    Buon 2021.
    Complimenti Andrea per averci dato un scorcio di felicità e normalità.

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