“Il viaggio degli Elfi”

di Luisa Coluzzi
(Il racconto è  stato scritto prendendo spunto dai suggerimenti degli alunni delle mie classi)

Il bosco era silenzioso e freddo.

Per la prima volta gli elfi erano diventati tristi: “Non abbiamo più la gioia di aiutare Babbo Natale con i suoi regali” disse Flora con aria raccapricciata, scrollando le spalle.

“I tempi sono cambiati” aggiunse Flick dispiaciuto “I bambini non aspettano più i regali, li comprano online per tutto l’anno e non sono più contenti dei nostri giochi tradizionali! Niente sorpresa, né attesa.”

“Non solo” commentò Dan “non credono più neppure a Babbo Natale, non aspettano più la stella cometa, nelle case non ci sono più camini accesi e nemmeno letterine sulle finestre o la luce dei presepi a guidare la slitta…”

“Certo” disse il gufo Saggio “Ma non bisogna rassegnarci. Dobbiamo trovare nuove idee per rendere felici i bambini. Io posso aiutarvi. Mi metterò in viaggio per scoprire i loro desideri…”

Il gufetto si spazzolò le ali e partì in volo, lontano dal bosco, verso i paesi e le città, mentre gli elfi tornavano nelle loro tane a costruire giocattoli per il Natale che non c’era più. Purtroppo il volo del gufo fu una sorpresa terribile: il mondo che vedeva dal cielo era pieno di sassi e pericoli, appannato da nuvole di smog, inquinato dai veleni e distrutto dalle guerre, fabbriche maleodoranti, fiumi carichi di detriti, fango e rifiuti, città frenetiche, dove le persone si accalcavano senza incontrarsi, strade affollate dal traffico e dal rumore, confusione e disordine.

Ma soprattutto sembrava un mondo senza amore e senza gioia.

“Come farò a raccontare tutto questo ai miei amici?” pensò. “Gli elfi del bosco moriranno dal dispiacere!”

“Bisogna fare qualcosa!” disse una vocina da lontano.

Il gufetto si avvicinò, vide una scuola e sentì dei bambini cantare una canzone di Babbo Natale, si appoggiò alla finestra e scoprì lo schermo di un computer che proiettava suoni e immagini di Natale.

“Ecco, il futuro sarà dei bambini!” pensò.

Così decise di tornare subito dagli elfi e di convocare un’assemblea per cambiare la situazione.

Nella notte aveva avuto un’idea strepitosa: postare un video di Babbo Natale, invitando tutti i bambini a condividere i loro sogni, a scrivere mail e inviare richieste di regali.

Finalmente al ritorno di gufo Saggio, tutti nel villaggio degli Elfi tornarono attivi e soddisfatti: nei laboratori di giocattoli c’era un vivace fermento, qualcuno rispondeva alle mail e altri si aggiornavano per costruire nuovi giochi elettronici, che rendessero felici i bambini.

All’improvviso si diffuse una notizia terribile “Help! Dobbiamo sospendere tutto… Sulla terra è arrivato un virus pericoloso che sta distruggendo di nuovo la magia del Natale. Sembra che sia molto contagioso e invisibile e si aggiri come un fantasma tra a gente, distruggendo tutti i legami e le feste!”

Sconsolata Flora accese il computer di babbo natale: “E’ una fake news!” commentò in lacrime.

“Tanta fatica per niente.”

“Basta lamentarsi” gridò gufo Saggio: “Dobbiamo salvare la Terra da questo disastro e riportare il contagio dell’amore e della gioia. La gioia del nostro Natale!”

Fu proprio in quel momento che videro dal cielo, come per magia, scendere una stella e la luce misteriosa all’improvviso si trasformò in una fata di neve, che si avvicinò in volo alla tana degli elfi:

“Ho sentito i vostri lamenti” disse “e sono scesa per darvi una mano. A voi e a tutti i bambini della Terra che sono diventati tristi”

“Ma… ma… come faremo a riportare la gioia del Natale nelle nostre città?” domandò titubante Flora

“Ormai la Terra è devastata e non ci sono rimedi possibili…”

“No, non dobbiamo rassegnarci! Dalla mia galassia ho portato per voi una carica di luce, piccoli frammenti di stelle per rigenerare la Terra!”

“Oh, una pioggia di stelle sulla terra che darà luce alle strade, alle piazze, ai paesi e alle città! E guiderà Babbo Natale nel suo viaggio tradizionale, per distribuire i regali a tutti i bambini del mondo, nella ricchezza e nelle povertà…”

Gli Elfi chiamarono Babbo Natale e in tutta fretta prepararono la slitta con i doni, che, trascinata dalla scia luminosa, attraversò tutti i continenti, lasciando scivolare regali e sorprese e gocce di luce e fiocchi di neve e abbracci e sorrisi e nuova aria di festa.

Gufo Saggio precedeva, in volo, la strana astronave e bussava con le sue ali alle porte delle case per svegliare i bambini: li vedeva con il naso davanti alle finestre, a piedi scalzi in giardino, con il pigiama sul terrazzo oppure in attesa davanti al camino. Li vedeva uscire fuori contenti ad ammirare l’astronave di luce, che avvolgeva la slitta e le renne:

“Oh! Guardate!” gridava qualcuno con il naso all’insù.

“E’ tornato Babbo Natale! Neanche il virus lo fermerà!”

E la stellina sospirava felice: “L’amore può questo e molto di più! Bisogna ascoltare i bambini e dar vita ai loro sogni!”

Tutto durò come un istante senza tempo: all’improvviso la stella si staccò e scivolò verso la terra piena di sassi e di nebbia: “Dove vai Stellina?” gridarono gli Elfi preoccupati “Non ci lasciare!”

“Abbiamo reso felici tanti bambini!”
“Ti ferirai i piedi con i sassi, ti sporcherai di fango!”

“E se non riuscissi a tornare!?”

“Devo andare!” disse Stellina, staccandosi dalla magica comitiva “Devo andare! Sono in ritardo! C’è qualcuno che mi aspetta!”

Così la videro scivolare nell’atmosfera con la sua piccola coda luminosa.

“Ma è la stella cometa” dissero gli Elfi commossi. “E dove andrà?”
“A cercare la grotta di Betlemme” disse qualcuno.

La stella scese sulle montagne di sassi e sulle case distrutte dalla guerra e sulle periferie del mondo, sulle onde del mare in tempesta, spargendo la sua polverina magica per ricostruire come per magia quello che gli esseri umani avevano distrutto, riportando la pace e l’amore nei paesi e nelle città.

Nessuno sa quanto durò quel suo viaggio spaziale oltre il duemila.

Qualcuno racconta di averla vista brillare ogni anno a Natale in una piccola grotta di Betlemme e poi rialzarsi danzando nel cielo. Nessuno sa, se sia spenta o ancora dispersa nell’infinita galassia dell’eternità.

Ma nel villaggio degli Elfi, da quella notte di stelle, tutti hanno ritrovato il Natale e sulla terra i bambini del mondo hanno ricominciato a fare festa insieme, con la gioia e la speranza di un dono nuovo e speciale: un contagio d’amore e di solidarietà, che illumini con la sua gioia la vita quotidiana e la festa.

Babbo Natale risponde alle lettere dei bambini e li aiuta a proteggere il mondo con mille trucchi e magie. Soprattutto li incoraggia a costruire un futuro migliore. “E il Gufo Saggio” mi chiederete?
Lui continua a viaggiare tra il bosco, le città e i paesi del mondo in cerca di notizie felici, di speranze e di sogni da regalare ai bambini.

***

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“Il viaggio degli Elfi”

Un pensiero su ““Il viaggio degli Elfi”

  • Gennaio 1, 2022 alle 4:48 pm
    Permalink

    Ringrazio lo staff per la pubblicazione. Sono grata anche alla fantasia e creatività dei miei alunni, che mi hanno suggerito vari spunti per il racconto. Il desiderio di attualizzare un.messaggio di speranza, attraverso i personaggi tradizionionali, che rinnovano la sacra magia del Natale. Speriamo di esserci riusciti. Grazie infinite.

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