Fantasmino racconta

di Marco Colacioppo

C’era una volta un piccolo fantasma scrittore, il suo nome era fantasmino. Siccome era minuscolo, al posto di un lungo lenzuolo bianco gli avevano appioppato un tessutino giallo col quale muoversi e svolazzare. Adesso vi dirò come divenne scrittore.

Fantasmino viveva in un appartamento antico dove c’era un uomo che scriveva racconti misteriosi. Si chiamava Gianni il quale spesso si chiedeva come mai gli venissero in mente storie così, arrivavano da Fantasmino naturalmente, anche se lui non l’aveva mai visto! Il piccolo fantasma le inventava e le sussurrava all’orecchio di Gianni che subito scriveva.

Un triste giorno tutto questo si fermò.

Gianni era sposato con una bellissima donna che all’improvviso lo piantò. Egli rimase solo tra quei vecchi mobili, non aveva parenti e cadde nella tristezza. Fantasmino continuava a narrargli storie ma lui non ci faceva caso e così il piccolo fantasma si sentì inutile ma a questo punto arrivò la notte di Halloween e a tutti gli esseri magici veniva concesso qualcosa.

Fantasmino trovò vicino al caminetto, delle penne per scrivere colorate con la particolarità che al posto del cappuccio c’erano musi di animali: il cane, il gatto, il leone, la giraffa… si poteva sbizzarrire come voleva con quelle penne dagli inchiostri di vario colore. La carta ce n’era tanta e andò allo scrittoio dello scrittore. Cosa poteva raccontare? Quel materiale lo portava verso una storia di animali ambientata appunto in una notte magica.

Gli animali si erano ritrovati tra gli alberi e la fata del bosco aveva liberato una musica misteriosa e gioiosa. Il cane, il gatto, il leone e gli altri cominciarono a danzare stringendo tra di loro le zampe. Si divertirono molto e rimasero fino all’alba senza stancarsi. La musica diminuì, la fata li salutò e così ognuno di loro tornò alla sua tana.

Fantasmino concluse il suo racconto, in effetti cominciava ad albeggiare, anche lui doveva sparire lasciando lì i fogli scritti.

Gianni si alzò senza entusiasmo come al solito. Andò allo studio, aveva dimenticato di chiudere gli scurini e adesso il sole stava inondando la camera. C’è una cosa che lo colpì, sullo scrittoio c’erano vari fogli scritti con degli inchiostri di diverso colore, un frase era verde, un’altra blu poi c’erano periodi in rosso e in verde. Si ricordò che da bambino gli piaceva usare diversi colori nella scrittura e in effetti la calligrafia dei fogli era quella di un bambino anche un pochino tremolante.

Può darsi che la donna di servizio, nel riordinare avesse trovato quel materiale e l’aveva posato là.

Dopo colazione, continuava la curiosità e andò a leggere il racconto. Non lo ricordava ma ne rimase affascinato e lo mandò così com’era in un blog che dopo qualche giorno lo pubblicò.

Allora gli tornò la voglia di scrivere, la tristezza fu messa da parte e Fantasmino tornava ogni sera a sussurrargli delle storie fantastiche!

Fantasmino racconta – Marco Colacioppo
Fantasmino racconta

Un pensiero su “Fantasmino racconta

  • Novembre 1, 2025 alle 9:16 pm
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    Storia tenerissima ! Spesso sono gli invisibili a venire in nostro aiuto.

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