“Lo scienziato e la ricercatrice d’oro”

di Sanja Rotim

Conoscete il paese chiamato Acchiappasogni? È proprio un bel paese.

Lì abitava il signor Bruno che era uno scienziato. O almeno lui pensava di esserlo. Aveva trasformato la sua casa in un laboratorio pieno di boccettine e provette, microscopi e lenti d’ingrandimento. Il suo lavoro consisteva nel trovare un elemento essenziale per l’umanità anche se non aveva un’idea precisa di cosa potesse essere. Il suo ottimismo e il suo continuo impegno tenevano viva la convinzione di essere vicino ad una grande scoperta.

Il signor Bruno era un tipo particolare, senz’amici. Le uniche persone con le quali scambiava qualche chiacchiera erano i vicini di casa. Ma quel brav’uomo si era reso conto da tempo che non lo capivano perfettamente. Li vedeva spesso stupiti quando lui, per esempio, diceva che al mattino aveva appena cenato o alla sera che andava a fare colazione. Di vista conoscevano tutti il signor Bruno, non era difficile notarlo, perché girava sempre con l’ombrello aperto con o senza pioggia. Chi lo incontrava lo salutava e difficilmente faceva domande sui suoi strani comportamenti. Ma un giorno, un ragazzino che era accompagnato dalla mamma nell’ascensore del loro condominio, gli chiese:

“Signor Bruno, perché va in giro sempre con l’ombrello aperto anche quando c’è il sole?”

“Perché disturbi il signore con le tue domande? Non dovresti essere così curioso”, la madre non aveva approvato le parole del figlio.

“Niente, niente, signora. Sono contento della domanda. Ragazzo, il motivo è semplice: la pioggia così non mi può mai sorprendere, cosa ne dici? Non è geniale?” Rispose fiero il signor Bruno. Il ragazzino rimase molto perplesso.

Il signor Bruno non aveva neanche una compagna. Per lui tutte le donne erano così strane, tutte quelle pettinature e quelle borsette.

Finché un giorno non vide Allegra.

L’aveva notata in paese girare sempre con un libro pesante sotto il braccio e sempre con il sorriso stampato sul viso. Era proprio allegra, di nome e di fatto. E il signor Bruno si incuriosì vedendola ogni giorno con quel libro. Un giorno sfruttò l’occasione al mercato comunale e le rivolse la parola:

“Se non sono troppo indiscreto, mi piacerebbe sapere perché porta sempre con sé quel libro pesante. Sono sicuro che ha un ottimo motivo”, le chiese in modo gentile.

“Ma non è un libro, è un elenco telefonico. Se dovessi aver bisogno di telefonare a qualcuno, almeno ho tutti i numeri a portata di mano”, gli rispose ridendo.

“Ma è geniale”, Bruno era affascinato. Da allora iniziarono a frequentarsi. Lei era una ricercatrice d’oro. Cercava l’oro lungo i fiumi. Finora non l’aveva ancora trovato. Il suo bottino consisteva solo in qualche lustrino e un bottone dorato, ma aveva ancora tanti anni davanti fino alla pensione.

Gli raccontò anche del suo hobby preferito che era raccogliere i gratta e vinci gettati. Lei li controllava perché c’era sempre qualche sbadato che li buttava anche se erano vincenti. E sentite, sentite: “una volta ho incassato un euro”, aveva raccontato ad un entusiasta Bruno.

“Questa donna mi piace proprio”, pensò lo scienziato. Così le raccontò del suo lavoro e delle sue passioni.

“Nel tempo libero mi piace cantare al contrario”, le disse.

“Come al contrario?” Chiese Allegra ridacchiando.

“Per esempio, invece di: – o, sole mio – io canto: – oim elos o -.”

“Come è orecchiabile”, rideva ancora Allegra.

Allegra gli confidò invece che le piaceva camminare al contrario. Diceva che così poteva sorprendersi quando improvvisamente decideva di girarsi e vedere qualcosa di inatteso.

Allegra e Bruno diventarono così inseparabili. Continuarono a impegnarsi per realizzare i loro sogni imparando anche a condividere hobby e passioni.

Se la strada vi porta al paese di Acchiappasogni, magari li potreste incontrare. Passeggiano spesso mano nella mano, lui con l’ombrello aperto e lei con l’elenco telefonico sotto il braccio.

I loro conoscenti non avrebbero mai potuto immaginare quello che era successo.

Due persone apparentemente solitarie che si erano trovate.

Ma per ognuno di noi, per quanto possiamo sembrare brutti, vecchi o strani, un’anima gemella c’è sempre.

Al loro matrimonio furono presenti tutte le divinità greche. Afrodite confessò che era stata lei a farli incontrare. Tutti le credettero quando raccontò della sua capacità di individuare persone che hanno molte affinità e farle incontrare. Solo Era non sembrava d’accordo e rivendicava i propri meriti per l’unione di Allegra e Bruno.

Dopo tanti anni di duro lavoro Bruno inventò la pillola dell’immortalità e Allegra trovò una miniera d’oro.

***

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