Ombre

di Claudia Falcone

C’era una volta un piccolo fantasma scrittore, che infestava una vecchia soffitta e aveva sempre tante storie che gli affollavano la testa.
Non ricordava più da quanto era un fantasma, né come lo fosse diventato o chi fosse stato prima. L’unica cosa che sapeva era che tutte quelle storie c’erano sempre state ma, prima, non aveva mai avuto il coraggio di condividerle con il mondo.

La paura di non essere all’altezza era stata troppa e gli aveva impedito di seguire la sua passione. A renderlo un fantasma, perciò, era stato il rimpianto: lo aveva tenuto ancorato al mondo dei vivi, impedendogli di andare oltre. E adesso scrivere tutte quelle storie era diventata l’ossessione che occupava i suoi giorni da spettro.

Passavano gli anni e il piccolo fantasma scrittore inventava nuove storie ogni giorno. Storie che, tuttavia, nessuno avrebbe mai conosciuto. A disturbare il suo isolamento creativo, un giorno, arrivò però una famiglia di vivi. Avevano deciso, gli sconsiderati, di comprare proprio la sua vecchia casa!

Che sciagura, per un povero piccolo fantasma che voleva solo passare le giornate a scrivere in santa pace! Per sua fortuna, però, non era solo uno scrittore ma anche un fantasma provetto: non gli ci era voluto molto per spaventare la famiglia a tal punto che nessuno avesse il coraggio di avventurarsi nella sua soffitta. O meglio: quasi nessuno. La più piccola di casa, infatti, una bambina dagli occhi d’argento e i capelli d’oro che si chiamava Grace, non sembrava affatto spaventata dai sinistri scricchiolii che provenivano dalla soffitta. Anzi, ne sembrava addirittura attratta.

Il piccolo fantasma ce l’aveva messa tutta per spaventarla e allontanarla dalla soffitta ma non c’era stato verso: più il fantasma cercava di scacciarla e più Grace sembrava incuriosita dalla soffitta infestata. Sembrava proprio non esserci soluzione e il piccolo fantasma scrittore era ormai rassegnato ad abbandonare la sua solitudine, finché non ebbe un’idea geniale: aveva scritto così tante storie, molte delle quali di paura, che poteva usarne qualcuna per spaventare la visitatrice invadente. E così, quando Grace provò nuovamente a intrufolarsi in soffitta, il piccolo fantasma scrittore scelse la più spaventosa tra le sue storie e iniziò a proiettarla sul muro della soffitta, manipolando le ombre per dare forma al racconto.

Tutt’altro che spaventata, però, Grace fu invece meravigliata e rapita dalle immagini che prendevano vita davanti ai suoi occhi e, anziché scappare a gambe levate come aveva sperato il fantasma, si sedette sul pavimento, gli occhi argentei fissi sulla parete. Il fantasma era contrariato ma, a dirla tutta, anche lusingato: era la prima volta che aveva un pubblico, e per giunta tanto interessato, per i suoi racconti.

E così il fantasma si rese conto che non aveva bisogno di solitudine: le storie sono più belle quando sono condivise, dimenticando la paura. Da quel giorno, non mancò mai l’appuntamento con Grace, proiettando per lei sempre nuove storie.

Ombre – Claudia Falcone
Ombre

Un pensiero su “Ombre

  • Novembre 1, 2025 alle 8:45 pm
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    Il racconto è simpatico, fa tenerezza il piccolo fantasma e la bambina poi, così speciale anche lei con gli occhi d’argento!
    Due creature speciali che trovano un luogo e un tempo dove possono incontrarsi e comunicare . A volte le ombre possiamo paragonare alnnegativo di una pellicola da stampare.

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