Un fantasmino alla corte di Federico II

di Gianmarco Tomaselli

C’era una volta un piccolo fantasma scrittore. Il suo nome era Garlic e viveva alla corte di re Federico II. Era grande amico di Siegfried un piccolo e astuto gatto rosso come la barba del sovrano.

Mentre Garlic trascorreva le sue giornate, e nottate, nell’immensa biblioteca del castello, il micio adorava passeggiare tra la cucina, la fucina ed il cortile. 

E’  bene sapere che il castello nascondeva un segreto molto importante, del quale soltanto Garlic e Siegfrid erano a conoscenza: la presenza di un drago, Hartwig, che viveva nei cunicoli sotto al fossato. Dimorava lì da tempi antichissimi, quando stanco dopo la grande e terribile battaglia dei draghi del Vulcano, lui, unico superstite, era sceso a riposare.

Una sera di autunno, fischiettando una canzoncina, Siegfrid andò nei sotterranei intenzionato a scambiare due chiacchiere con Hartwig. Ma raggiunta la tana dell’amico, il fitto pelo ramato gli si drizzò all’istante: il buon drago giaceva riverso a muso in sù, odorante di morte e veleno!

“Hartwig!” lo chiamò a gran voce il gatto balzandogli sul petto. 

Il drago riuscì ad aprire stancamente gli occhi e gli disse:

“Ascoltami bene Siegfrid” mormorò stancamente “il castello e la città sono in grave pericolo”

“Cosa succede?” domandò preoccupato il gatto.

“Dimitra la cortigiana” proseguì il drago “è in realtà una strega, figlia del perfido mago Carafamio, grande nemico del nostro re, intende risvegliare le anime immonde dei draghi del Vulcano caduti in battaglia. E stanotte può riuscirci, è la notte di Halloween!”

“Come possiamo fermarla?” domandò preoccupatissimo Siegfrid.

“Vai da Garlic” balbettò Hartwig “lui saprà aiutarti. Io cercherò di raggiungervi se starò meglio…la megera mi ha avvelenato con l’inganno…” e detto questo, rovesciò il capo di lato e crollò svenuto. 

Balzando e correndo Siegfrid raggiunse il fantasma e gli spiegò tutto. 

Garlic corse da Hans, il capo dell’esercito, e con i suoi poteri magici, gli mise in mano un mandato di cattura per Dimitra. 

Scritto di suo pugno. 

Il fedele soldato stava sonnecchiando, ma non appena ebbe letto gli ordini, radunò i suoi uomini e corse alle camere della donna per arrestarla. Giunti che furono, rimasero impietriti dinnanzi a ciò che videro: un enorme fuoco ardeva al centro della stanza, mostruose ombre di draghi aleggiavano alle pareti, e la donna, capelli al vento e sguardo iracondo rideva di loro:

“Troppo tardi cavalieri!” ringhiò “colpitemi pure ma…” sollevando una mano che stringeva un brillante oggetto “non appena questo rubino cadrà tra le fiamme, per voi sarà la fine”. 

Ed ecco che in quel momento, un lampo celestiale illuminò tutto di luce bianca, che spense il fuoco, e il rubino rotolò via proprio ai piedi di Hans, che lo raccolse fulmineo, riuscendo così a sconfiggere la strega.

Vi starete chiedendo chi era quel lampo che tolse il rubino a Dimitra? 

Fu proprio una magia del coraggioso Garlic! 

E non preoccupatevi per Hartwig, il dragò se la cavò con un grande mal di pancia.

Un fantasmino alla corte di Federico II – Gianmarco Tomaselli
Un fantasmino alla corte di Federico II

Un pensiero su “Un fantasmino alla corte di Federico II

  • Novembre 1, 2025 alle 9:12 pm
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    Ma che carina questa avventura! Complimenti

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