Oscar e il piccolo fantasma scrittore

di Jacopo Casula

C’era una volta un piccolo fantasma scrittore che viveva tutto solo nella soffitta di una vecchia casa di campagna. 

Il piccolo fantasma passava in solitudine giornate sempre uguali, per lui il tempo era un disco piatto, che si riavvolgeva su se stesso. I giorni erano come i secondi e gli anni come le ore, trascorrevano le stagioni e nella vecchia casa si alternavano gli inquilini, ma per lui tutto rimaneva immutato. Qualcuno aveva paura sentendo i rumori che faceva, ma in tanti capivano che lui abitava lì come loro e non dava fastidio a nessuno.

Per passare il tempo il piccolo fantasma scriveva, scriveva tutto il giorno, metteva su un foglio i suoi ricordi, i suoi pensieri, le storie delle persone che avevano abitato nella casa, ma soprattutto cercava un sollievo alla solitudine.

«Quanto vorrei trovare un amico», diceva tra sé e sé nelle lunghe serate da solo, ma un giorno, la sera di Halloween, la sua attenzione venne attirata dai nuovi inquilini che si erano trasferiti al piano di sotto.

Una famiglia felice, con una mamma, un papà, un bambino che poteva avere la stessa età del piccolo fantasma e una bimba appena nata.

Erano tutti indaffarati a disfare i pacchi e nessuno sembrava prestare attenzione al bambino che seguiva i genitori.

«Papà ho bisogno di aiuto, mi hanno dato da fare un tema come compito a casa, ma io non ci riesco!», «Mamma, ti prego aiutami, non so come fare!», il bambino chiamava i genitori, ma tutti erano impegnati a correre da una parte all’altra.

Nessuno si curava di lui, fino a quando, sollevando gli occhi verso la soffitta vide come una nuvoletta bianca, con due occhioni grandi come i suoi che lo guardavano con curiosità. Il bambino ebbe un attimo di timore, ma decise di farsi forza e di salire le scale.

«Io sono Oscar, scusami non volevo disturbarti».

Da dietro la parete, attraversando il muro, il piccolo fantasma fece capolino.

«Non mi disturbi affatto, perdonami non volevo farti paura, sono sempre solo e nessuno parla mai con me, non mi ricordo nemmeno il mio nome».

Oscar e il piccolo fantasma rimasero vicini tutta la sera, il bambino gli raccontò della sua famiglia, della nuova scuola, del fatto che non avesse amici e di quei compiti a casa che da solo non riusciva a fare. Il piccolo fantasma prese la sua penna e insieme, inventando una bellissima storia, scrissero il tema che la maestra aveva assegnato a Oscar.

Gli occhi del bambino brillarono per la gioia, «Non so come ringraziarti – gli disse cercando di abbracciarlo senza riuscirci – dimmi cosa posso fare per sdebitarmi!»

Il piccolo fantasma posò la penna sul calamaio e ci pensò un attimo.

«Ho visto che la tua mamma ha fatto una torta di mirtilli che sembra buonissima, posso chiederti di portarmene una fetta? Non la posso mangiare ma mi piacerebbe almeno sentirne il profumo».

Oscar scese in cucina e prese una grande fetta di torta, la portò in soffitta e tutti e due la gustarono insieme, vicini vicini, il bambino sentendone il sapore e il piccolo fantasma il profumo delizioso.

Oscar e il piccolo fantasma scrittore – Jacopo Casula
Oscar e il piccolo fantasma scrittore

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