di Laura Ambrosio
C’era una volta un piccolo fantasma scrittore di nome Mino. Questo fantasmino viveva in una vecchia libreria piena di testi antichi e polverosi. La libreria apparteneva da tanto tempo ad una gentile vecchina di nome Parsea, che viveva lì da sola. Parsea era una vecchina molto dolce e amava leggere storie ai bambini del villaggio.
Tanti anni prima aveva perso il suo piccolo bimbo, Mino. Anche se non era più con lei nel mondo dei vivi, il piccolo fantasmino non l’aveva mai abbandonata: era rimasto accanto a lei, proteggendola e donandole ogni giorno tanto amore silenzioso. Mino non era un fantasma spaventoso, anzi, aveva un cuore gentile ed una penna magica con cui scriveva storie incantate. Ogni notte, quando il mondo intorno si faceva buio e silenzioso, la sua penna prendeva vita e scriveva milioni di parole luminose che raccontavano di mondi meravigliosi ed avventure fantastiche.
Una sera, mentre scriveva una nuova storia, qualcosa di straordinario accadde: la sua penna iniziò a brillare più forte che mai, e dalle pagine del libro uscirono piccole creature magiche, fatine scintillanti dal volo leggero e luminoso. Le fatine danzavano nell’aria, lasciando dietro di sé polveri dorate e scintille di luce che illuminavano ogni angolo della libreria. La loro magia era speciale: portavano con sé storie di amore, gentilezza ed amicizia, capaci di riscaldare tutti i cuori.
Le fatine, ogni notte, tornavano da Mino portando nuove storie, ricche di avventure che parlavano di come l’amore può unire anche chi sembra diverso o lontano. Ben presto, la libreria di Mino e Parsea si trasformò in un luogo magico, dove fantasia e realtà si univano in storie che insegnavano a tutti, grandi e piccoli, che l’amore e la fratellanza sono la vera magia della vita.
Ogni mattina, appena il sole faceva capolino, la libreria si riempiva di nuovi testi meravigliosi, pronti per essere letti ai piccini del villaggio.
Un giorno, mentre Parsea leggeva una di queste storie ai bambini, sentì una presenza calda e rassicurante accanto a sé. Non poteva vedere Mino, ma sentiva il suo amore avvolgerla come un abbraccio. Parsea sorrise, realizzando che il suo bambino era sempre stato lì, accanto a lei, nel modo più magico e silenzioso possibile e, da quel giorno, non si sentì più sola. Ogni volta che leggeva le storie scritte da Mino, lo sentiva lì vicino.
La libreria divenne un luogo di amore eterno tra madre e figlio che superava ogni barriera, dove le parole scritte da un fantasma continuavano a riscaldare il cuore di chi ascoltava, ricordando a tutti che l’amore vero non muore mai, ma si trasforma e continua a vivere nelle storie che ricordiamo e raccontiamo.

