“Il desiderio di Natale”

di Sara Abrami

La poesia era l’anima di Eleonora. Molto del suo tempo libero amava trascorrerlo con la timida compagnia dei suoi amati libri. Essi la facevano volare, sognare e la rendevano unica ed inimitabile in mille avventure. Quando sentiva il bisogno di conforto e passione solo la poesia poteva ospitare il suo cuore. Tra tanti, l’unico che riusciva davvero a farle vibrare l’anima, era Jacopo, così lo chiamava ormai in modo confidenziale. Come lui nessuno sapeva capirla e la sua anima si sentiva all’unisono con la sua.

‘Che meraviglia’ pensava spesso Eleonora ‘se avessi potuto incontrarlo, parlargli’.

Era solo un sogno e questo, purtroppo, lo sapeva visto che il nostro dolcissimo poeta era nato ben duecento anni prima di lei. Questo restava, comunque, il suo più grande desiderio, un sogno che Eleonora custodiva gelosamente nel proprio cuore. Intanto, la vita intorno a lei scorreva come sempre. Giorni spesso di una realtà banale la cui pesantezza veniva mitigata dai suoi compagni silenziosi.

Si avvicinava anche quell’anno il periodo del Natale. Eleonora amava molto questa festività perché poteva riscoprire un mondo che sembrava ritrovare uno spirito, un’anima che ormai da molto tempo aveva perduto. Lei amava le luci che rendevano meno buie le lunghe notti, le canzoni intonate davanti al caldo camino acceso, i presepi con le statuine che facevano capolino nelle case e negli angoli delle strade. L’atmosfera sembrava permetterle di vivere in una poesia, in una di quelle del suo amato Jacopo. La sera della Vigilia di Natale rientrando a casa dagli ultimi acquisti per le persone a lei care, passò davanti ad una Chiesa. Dal portone spalancato poté sentire una soave melodia che, in qualche modo, la invitava ad entrare. L’odore dell’incenso si confondeva con quello appena accennato delle rose di Natale ed
entrambi si accordavano intimamente con le note dell’organo che le facevano elevare l’anima.

‘Come vorrei che il mio sogno si avverasse. Come vorrei incontrare Jacopo, anche solo per un attimo, solo in un sogno…Vorrei poter far vivere anche a lui questi magici momenti. Sono certa che sarebbe felice’ pensò Eleonora.

Si ricordò, allora, che la sua amata nonna le aveva sempre raccontato che il giorno della Vigilia si poteva confidare all’Angelo del Natale il nostro più grande desiderio e Lui l’avrebbe portato in Cielo per farlo avverare.

Sorridendo all’idea di quel pensiero, Eleonora pensò ‘Nonnina mia, non so se l’Angelo del Natale mi può sentire, ma tu sono sicura che lo stai facendo nel profondo del mio cuore. Ti prego riferiscigli il mio desiderio’.

Tornata a casa e rifugiatasi nella propria stanza, prese tra le mani il libro del suo amato Jacopo. Lui sapeva sempre darle parole magnifiche e più volte la ragazza aveva avuto la sensazione che attraverso quelle frasi, lui le stesse parlando. Lesse pochi versi, quelli a lei più cari, finché vennero a chiamarla per la cena di famiglia.

La serata scorreva, come ogni anno, molto serenamente per Eleonora. La gioia dei suoi nipotini che aprivano i regali impacchettati sotto l’albero, i canti intonati davanti al suo pianoforte, l’amore che si sprigionava era un grande balsamo per l’anima della ragazza.

Ad un tratto Eleonora avvertì improvvisamente un soffio di aria gelida che le sfiorò le mani ed il viso. Stupita si guardò attorno, ma si accorse che nessuno aveva notato nulla di strano, e tutte le finestre erano chiuse. Quella strana sensazione le fece ricordare che ogni anno era solita cogliere dal suo giardino una rosa di Natale come dono per la sua adorata nonna. Anche quella sera Eleonora, silenziosamente, uscì per compiere quell’amorevole rito. L’aria era fredda e pungente e il cielo cominciava a
concedere i primi timidi fiocchi di neve. Mentre si accingeva a cogliere il candido fiore le si posò sulla mano infreddolita una piuma bianchissima e un’ombra la ricoprì di meraviglia. Pensando fosse la sorella alzò lo sguardo e quello che vide la paralizzò. Non riusciva a crederlo, ma davanti a lei stava niente meno che Jacopo. Era incredula, spaventata, ma felice allo stesso tempo. Jacopo che aveva intuito il suo stato d’animo le sorrise dolcemente e, dato che Eleonora non riusciva ad aprir bocca, le disse guardandola negli occhi con uno sguardo d’intesa:

“E’ sempre molto contenta del tuo pensiero…”.

“Non è possibile… non può essere vero…” riuscì a rispondere la ragazza.

Jacopo le offrì uno dei suoi dolcissimi sorrisi e continuò.

“Anche l’amore non lo puoi vedere, ma ti circonda ogni giorno. Vorrei vivere con te il tuo splendido Natale” disse “ma devi sapere che solo tu puoi vedermi”.

Lo stupore lasciò il posto alla gioia nel cuore di Eleonora.

“Devo intendere che tu conosci la mia nonnina…Non ho mai avuto dubbi che lei fosse ancora con me” e guardando il fiore tra le sue mani aggiunse “lei amava molto il Natale. Quando ero bambina mi diceva sempre di rivolgermi all’Angelo del Natale e di raccontargli i miei sogni e le mie speranze…”.

“Ti ringrazio di aver fatto di me il tuo desiderio di Natale!” disse Jacopo mostrando quell’animo gentile che tanto amava la ragazza.

Lei lo invitò ad entrare, lui la seguì.

“Eleonora dov’eri finita?” disse la sorella avvicinandosi a lei “ma…che succede? Sei pallida e le tue mani sono di ghiaccio…”.

Eleonora le sorrise e rassicurandola, la precedette nel grande salone seguita da Jacopo. Tutti accolsero la ragazza festanti e la invitarono ad intonare melodie natalizie
al pianoforte. Lei accolse l’invito, ed emozionata dalla presenza di Jacopo, cominciò a muovere le sue candide mani sulla tastiera. Jacopo, rapito dalla soave voce della ragazza, la osservava sorridendo. Al vibrare dell’ultima nota Eleonora alzò lo sguardo fino ad incontrare quello del suo particolare ascoltatore. Con uno dei suoi dolcissimi sorrisi le espresse tutto il suo apprezzamento e le disse:

“Come la poesia, la musica può far vibrare le corde più profonde dell’animo e del cuore”.

“Le tue poesie sono meravigliose, ormai tutto il mondo le conosce e le ama. Il mio canto è…solo mio” rispose timidamente la ragazza. “Non crederlo. La voce quando proviene dall’anima può arrivare fin nel più alto del Cielo e raggiungere chi non ascolta che con il cuore” concluse Jacopo.

Eleonora, raggiante per quelle parole, lo invitò a seguirla ed in silenzio si allontanò dalla festa. Lo condusse nella stanza accanto. Quando la porta si aprì si presentò a Jacopo uno spettacolo sublime. Il grande salotto scintillava della luce del Natale. Un meraviglioso abete troneggiava accanto ad un elegante camino acceso. I verdi festoni, con i vellutati fiocchi rossi, circondavano l’ambiente come in un grande abbraccio. In un angolo il presepe, realizzato dalle sapienti mani di Eleonora, emanava un fresco profumo di muschio appena colto. Il dolce animo di Jacopo si commosse alla vista di quell’immagine. Una gioia unica e particolare riuscì a pervadere l’animo di Jacopo.

“Era questo che volevi vivessi anch’io? Volevi mostrarmi il calore del tuo Natale, la gioia della tua famiglia? È veramente bellissimo. Il mio Natale è sempre stato molto diverso…” disse mentre riaffioravano in lui tristi ricordi.

Lei si avvicinò al caminetto nella luce scintillante e lo sfavillio del delicato abete di Natale. I suoi passi leggeri ben si intonavano alla delicatezza del suo animo. Estrasse un piccolo e consunto libretto tra quelli allineati sul camino e lo mostrò a Jacopo.

“Questo è il libro delle tue poesie” disse invitandolo ad avvicinarsi “quando mi sento sola mi piace sedermi qui, davanti al fuoco del camino, con la sola compagnia della poesia e della danza della fiamma”.

Senza dire nulla Jacopo si sedette e, per un attimo, fu solo silenzio. Il suo sguardo era rapito dalla fiamma crepitante ed immerso nei propri pensieri. D’un tratto, lo
spirito del giovane iniziò a recitare i versi delle sue meravigliose poesie. Il cuore di Eleonora traboccò di emozione e gioia. Chi avrebbe mai potuto anche solo pensare quello che lei stava vivendo in questo Natale?

Lo raggiunse davanti al fuoco, ed estasiata, restò in ascolto.

Ad un tratto Jacopo si interruppe ed aprì il suo cuore alla ragazza.

“Quando ero su questa terra, il mio Natale non è mai stato dei più felici. Non respiravo lo stesso affetto che tu provi con la tua famiglia, non aveva il calore che ho percepito oggi, del vostro cuore, in particolare del tuo Eleonora” confessò “sì, ero felice con i miei fratelli…ma nonostante tutto, il dono più bello me lo hai fatto tu, dopo duecento anni…ritornare qui e vivere tutto questo è stato bellissimo e per questo ti ringrazio infinitamente”.

Così dicendole le prese le mani e le strinse nelle sue.

Parlarono per tutta la serata fino a che la stanchezza ebbe la meglio su Eleonora e, inconsapevolmente, cullata dalla magia che stava vivendo, chiuse gli occhi.

Quando i rintocchi della campana della torre la ridestarono si ritrovò nel suo letto. Era il giorno di Natale con i suoi canti e i suoi silenzi, con l’armonia e l’amore di questa festa meravigliosa.

‘Allora si è trattato solo di un sogno, Jacopo non è mai stato qui…’ pensò senza celare un velo di delusione nella sua espressione ‘peccato è stato così bello, e sembrava così vero…’ e con questi pensieri si alzò.

Durante la notte la neve aveva coperto tutto con la sua magica e fredda coltre, tutto tranne il suo cuore che incredibilmente traboccava di amore. Il suo sguardo si posò
sul libro di Jacopo che si trovava accanto al suo letto. Lo prese e, accarezzandolo con le mani e lo sguardo, lo aprì. Rimase molto meravigliata quando quel piccolo oggetto le mostrò qualcosa che lei interpretò come un dono ed un segno molto speciale.

Tra le pagine ingiallite, vi ritrovò un piccolo cuore di carta ed una candida piuma.

Eleonora era felice.

Avrebbe ricordato quei momenti meravigliosi passati in compagnia di Jacopo come il più bel Natale della sua vita.

Nessuno lo avrebbe saputo. Lei decise che l’avrebbe serbato gelosamente, per sempre, nel profondo del proprio cuore.

***

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“Il desiderio di Natale”

Un pensiero su ““Il desiderio di Natale”

  • Dicembre 8, 2021 alle 2:21 pm
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    Stupendo racconto pieno di belle sensazioni

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