Il Drago della Carta della Soffitta

di Morena Terenzi

C’era una volta un piccolo fantasma scrittore…

…che aveva un solo problema: non riusciva mai a finire le sue storie. Ogni volta che la penna sfiorava il foglio, un colpo di vento faceva volteggiare le parole, e lui inseguiva lettere impazzite tra le ombre della soffitta. Ma lui era testardo: quella notte di Halloween voleva scrivere il racconto più spaventoso di sempre.

Prese la sua penna d’oca preferita, leggermente scheggiata, e iniziò: “Era una notte buia, la luna era stanca…”. Ma le parole, birichine, si trasformarono in piccoli fantasmini saltellanti che ridacchiavano tra i libri. Ogni volta che ne catturava uno, questo gli sussurrava: “No, no, rendilo più pauroso!” e spariva tra nuvole di polvere.

Determinato, fece un patto con la soffitta: avrebbe scritto finché ogni scricchiolio, ombra e alito di vento non fosse diventato un personaggio della sua storia. E così fu. Le sedie divennero scheletri danzanti, i pipistrelli parlanti raccontavano barzellette da brivido, e le zucche cantavano melodie buffe. Il piccolo fantasma rideva, inciampando su calzini solitari e libri impilati.

Il vero colpo di scena arrivò con un gatto invisibile. Nessuno lo vedeva, tranne lui, e faceva le fusa in punti sbagliati: sul tavolo, nella tazza di tè, persino nel suo cappello. Ogni volta che cercava di scrivere, il gatto faceva volare penna o fogli. “Ma è perfetto così!” pensò, accorgendosi che la storia era diventata un piccolo caos magico pronto a far ridere chiunque la leggesse.

Quando finalmente si sedette, esausto ma felice, aggiunse: “E vissero tutti felici e… un po’ spaventati, perché ogni risata ha bisogno di un brivido!”

All’improvviso, il foglio tremò, si sollevò e… si animò! Le parole formarono un piccolo drago di carta, con ali sottili e occhi di inchiostro. Volò tra i lampadari, sputando fiammelle invisibili che facevano tintinnare le tazze. Il piccolo fantasma lo guardò a bocca aperta e capì che ogni storia, se scritta con gioia, può prendere vita.

Ma il drago non si fermò lì. Coinvolse tutto ciò che era intorno: libri che saltavano, calzini che giravano in tondo, tazze che danzavano come ballerine e la vecchia scopa che roteava impazzita. Il piccolo fantasma rideva così forte che le risate fecero tremare il pavimento e un lampo di luna illuminò la scena, trasformando tutto in uno spettacolo surreale e meraviglioso.

Alla fine, si sedette tra pile di libri, zucche canterine, fantasmini saltellanti, con il gatto invisibile sul cappello e il drago di carta che faceva piroette nel cielo della soffitta. Sorrise: la sua storia era un piccolo universo magico, dove brivido e risata camminavano mano nella mano.

Quella notte di Halloween il piccolo fantasma scoprì il segreto della vera magia: non è spaventare, ma far brillare gli occhi di chi legge… e ogni tanto far volare un drago di carta, far ballare i calzini e far cantare le zucche, perché la fantasia libera può trasformare anche la più semplice soffitta in un regno di meraviglia.

Il Drago di carta della soffitta – Morena Terenzi
Il Drago della Carta della Soffitta

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