Il Colloquio

di Fabrillo Vigrali

Guardo l’orologio da taschino. Le quattro e mezza del pomeriggio. Fuori dalla finestra dicembre preme contro i vetri con il suo gelido abbraccio. L’ufficio puzza di caffè bruciato e di quella particolare disperazione che conosco bene dopo cinque giorni di colloqui inutili. Fino ad ora zero assunzioni, e mi resta il problema dello staff senior che ha scelto proprio questo mese per chiedere le ferie collettive.

«Oggi andrà alla grande!» È il mio mantra mentre aspetto il primo candidato.

La porta si apre. Peter entra con quella sicurezza dei ventenni che hanno già cambiato tre lavori. Felpa con cappuccio, sneakers limited edition. Apro il suo curriculum senza guardarlo davvero.

«Partiamo dalle basi. Cerchiamo qualcuno per il nostro picco di fine anno. Presenza fisica obbligatoria.»

Sorride.

«Potrebbe spiegarsi meglio? Attualmente da Google sono in ufficio due giorni a settimana.»

«L’attività sarà intensa. Parliamo di sette giorni a settimana. Sedici ore al giorno. Tutto dicembre.»

«È legale?»

«Nel nostro settore, sì. Produzione e distribuzione non possono rallentare.»

«Che producete?»

«Ci occupiamo di articoli stagionali e direttamente di tutte le consegne.»

«Ok, ma nei mesi successivi recupero con flessibilità totale, giusto?»

«Gennaio è revisione inventario. Febbraio pianificazione. Marzo inizio produzione del nuovo ciclo.»

«State scherzando.»

«Mai stato più serio.»

Si alza e prima di sbattere la porta:

«Siete rimasti all’Ottocento. Buona fortuna a trovare schiavi nel 2025.»

Sophie si presenta dieci minuti dopo. Tailleur impeccabile, ex-McKinsey, lo dice il modo in cui si siede. Tira fuori l’iPad e si sistema gli occhiali.

«Saltiamo i preliminari. RAL?»

«Vitto e alloggio completi.»

Il suo dito smette di scrollare e si ferma a mezz’aria. «Scusi?»

«Copriamo tutte le spese. Cibo eccellente, alloggio in sede. Parliamo di un ambiente unico che tutti ci invidiano.»

«Dormire dove lavoro?»

«È la tradizione aziendale.»

«Stock options? Benefits?»

«L’esperienza che acquisirai non ha eguali.»

«Contattatemi quando tornate nel ventunesimo secolo. L’esperienza non paga l’affitto.» Sparisce in trenta secondi.

Kate almeno si siede con curiosità. Capelli viola, piercing al naso.

«Non mi interessano i soldi. Sono alla ricerca di uno scopo.»

«Benissimo. La nostra attività porta gioia alle persone.»

Gli occhi le brillano. «Dress code

«Forniamo la nostra uniforme tradizionale.»

«Posso personalizzarla vero?»

«È standardizzata da sempre. Verde.»

«Non è in sintonia con la mia aurea.»

Inclina la testa.

«Posso portare Kant?»

«Chi?»

«Il mio alano.»

Penso al mio staff senior, ai loro volti terrorizzati. «Purtroppo, no. Incompatibilità… ambientali.»

«Che posto tossico.» Se ne va.

Sento altri cinque candidati ma ognuno ha il suo motivo per rifiutare. Sono quasi le otto, desidero solo ritornarmene a casa, quando la segretaria bussa. «C’è un signore senza appuntamento. Insiste da due giorni.»

«Mandalo via. Sono a pezzi.»

«Ha settant’anni. Sembra… determinato.»

«Va bene, fallo entrare.»

Derek ha quella schiena dritta di chi non vuole sembrare vecchio. Mani grosse, da lavoro vero. Mi guarda con occhi da sognatore.

«So che nessuno vorrebbe assumere uno della nostra età. Ma ho quarant’anni di esperienza alle Poste. So tutto di pacchi, spedizioni urgenti, consegne impossibili. I giovani corrono più veloce ma io non mi fermo mai.»

«Dicembre è massacrante.»

«Meglio che guardare il soffitto da solo.»

«L’uniforme è… particolare.»

Sorride. «Dottore, il ridicolo è l’ultimo dei problemi.»

«Quando potrebbe iniziare?»

«Ho la borsa in macchina.»

Studio quest’uomo che il mercato considera finito.

«Aspetti fuori cinque minuti.»

Quando la porta si chiude, apro l’ultimo cassetto della scrivania. La sfera pulsa di una luce magica, verde e rossa, ipnotica.

La tocco.

«Elf Division

Mi rispondono voci acute, sovrapposte: «Capo! Ci sono buone notizie? Possiamo partire per le Maldive?»

«Jingle può andare. È il più anziano. Se lo merita.»

«Solo lui? E noi altri?»

«Ho trovato un sostituto. Uno solo, ma è qualcosa. Posso chiedergli di portare tanti altri suoi amici.»

Mi sfilo la giacca grigia. Sotto, brillano le mie bretelle rosse con i campanellini d’oro.

Richiamo Derek che entra con la stessa energia.

«La assumo. Ma l’uniforme è verde brillante. Con un cappello a punta.»

«Ho visto di peggio…» Si interrompe a metà discorso e sul suo viso appare il sorriso.

Prendo dal mio taschino la lista infinita dei desideri. 

«Ci dobbiamo occupare solo dei bambini buoni.»

Resta immobile. Poi sussurra: «Allora esisti…»

«Benvenuto nella squadra di Babbo Natale. Il primo umano da secoli. Perché i ragazzi con i master non capiscono cosa significa lavorare per qualcosa più grande del proprio LinkedIn. La magia.»

«Sono ai suoi ordini.»

«Aiutami a convincere altri come te ad unirsi alla causa: ho gli Elfi che ogni cento anni vanno in vacanza. Ma il Natale non può fermarsi!»

Lo fisso: vedo la polvere di stelle nei suoi occhi. Ce la faremo. Come ogni anno.

Il Colloquio – Fabrillo Vigrali
Il Colloquio

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