Il panettone ribelle

di Jack Mino

La vigilia di Natale, nella cucina della signora Brambilla, accadde qualcosa di totalmente fuori da ogni manuale di pasticceria: il panettone prese vita.

Prima tremò.
Poi lievitò da solo.
Infine saltò giù dal tavolo urlando: «BASTA! Non voglio essere AFFETTATO quest’anno! Io voglio… ESPANDERMI!»

La signora Brambilla svenne sulla tovaglia rossa.

Il panettone gigante uscì di casa rotolando per le strade del paese. Sotto le luminarie, tutti correvano in panico.

«Fuggi! È IL LIEVITANTE RIBELLE!» gridava il parroco.

Il sindaco provò a fermarlo con una paletta segnaletica: niente da fare. Il panettone gli rotolò accanto dicendo: «Fuori servizio! È Natale anche per me!»

Quando sembrava che l’intero paese sarebbe stato ricoperto da uvette e canditi, arrivò una piccola bambina con in mano… un flacone di grandissima importanza: il GlassaCalma, uno sciroppo per dolci agitati.

«Signor Panettone» disse la bambina con dolcezza, «non devi fuggire. Sei già speciale così.»

Il panettone si fermò.
Sbollì.
Si sgonfiò un pochino.

«Speciale?» chiese.
«Sì. Il Natale non funziona senza di te.»

Il panettone sospirò, commosso. «Allora… posso restare? Magari… senza essere affettato subito?»

«Promesso!»

E così, il panettone tornò in cucina dalla signora Brambilla, che si svegliò credendo fosse tutto un sogno.

E invece, ogni Natale da allora, trovava una fetta in meno… presa con delicatezza.

A volte basta qualcuno che ti riconosca per smettere di rotolare via dal mondo.

Il panettone ribelle – Jack Mino
Il panettone ribelle

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