Panico Rosso

di Ilda Dipalo

Era il 23 dicembre quando Babbo Natale, seduto nel suo ufficio di ghiaccio, sbottò:
«BASTA! Nessuno capisce quanto sia complicato il Natale!»

Gli elfi si immobilizzarono.
Elfo Biscottino masticava un pasticcino e rimase con la bocca aperta come una finestra spalancata.
L’elfa Mandorlina lasciò cadere un orsacchiotto mezzo cucito.

«Babbo… tutto bene?» chiese timidissima.

«No! Guardate la lista!» urlò Babbo, sbattendola sul tavolo. «La metà dei bambini non sa cosa vuole. “Una cosa bella”, “qualcosa che fa stupire la mamma”, “un regalo che non si rompe”… MA COSA SIGNIFICA?»

Gli elfi si scambiarono sguardi tesi. Ogni anno era difficile, ma Babbo non era mai arrivato alla fase della crisi di identità.

Rudolph entrò nella stanza. «Ehmmmm… Babbo? Piccolo problema: una delle renne ha ingerito per sbaglio una decorazione glitterata. Ora quando starnutisce… fa neve dorata.»

Un ATCHÙ! risuonò nel corridoio, seguito da una nevicata glitter che ricoprì tutto.

Babbo si passò la mano sulla faccia. «Perfetto. Natale in versione discoteca.»

Ma il peggio doveva ancora arrivare.

Elfo Pistacchio entrò correndo: «Babbo! La macchina incartatrice è impazzita! Sta incartando TUTTO. Anche gli elfi!»

Dalla porta apparve Elfo Gomitolo, ormai completamente avvolto in carta lucida. «Sono un pacco regalo vivente! Aiuto!»

Mentre Mandorlina lo slegava, Babbo sospirò: «Se un altro problema mi cade addosso, quest’anno consegno regali in pigiama.»

Naturalmente, un altro problema cadde.

BOOM!
Un’esplosione di nastro adesivo avvolse Babbo dalla testa ai piedi.

Gli elfi lo guardarono imbarazzati.
«Eh… almeno ora hai un look più… moderno?» tentò Biscottino.

Babbo riuscì a liberare solo un occhio. «È ufficiale. Natale mi odia.»

Fu allora che Elfo Brivido, il più giovane della squadra, si avvicinò con passo timido.
«Babbo… forse il Natale non è contro di te. Forse ti sta solo ricordando che… beh, nessuno può farcela da solo.»

Silenzio.

«Il vero problema» continuò Brivido «è che stiamo tutti correndo, dimenticando di divertirci. E se il Natale è stress… come facciamo a portare gioia?»

Babbo sbatté le palpebre. Gli elfi annuirono piano.

All’improvviso Babbo scoppiò a ridere. Una risata profonda, liberatoria, che fece tremare perfino le renne glitter-fredde.

«Hai ragione, Brivido! Il Natale non deve essere perfetto. Deve essere… vivo!»

E così decretò:

Pausa generale di mezz’ora per mangiare cioccolata calda.

Niente più panico per i regali “misteriosi”: Babbo avrebbe consegnato “qualcosa di bello” e basta.

La renna glitter sarebbe stata la mascotte ufficiale del Natale.

La notte del 24, mentre volavano tra le stelle, Rudolph starnutì ancora una volta, spargendo neve dorata su mezza Europa.

«Che spettacolo!» gridò Babbo, ridendo come un bambino.

E per la prima volta da anni, anche gli elfi si divertirono davvero.

Panico Rosso – Ilda Dipalo
Panico Rosso

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