“Il mondo di Aurora” (e di sua mamma)

(punti di partenza per percorsi creativi)

(Opera Fuori Concorso)

di Silvia Oppezzo

Nel mondo di Aurora costruiamo casette con qualsiasi materiale: legnetti, ciottoli dal greto del fiume, sabbia in riva al mare, croste di pizza, persino con l’acqua della piscina (abbiamo brevettato una tecnica ingegneristica d’alto livello!).

Nel mondo di Aurora, “nonnononna” sono un’unica entità, non due persone distinte che condividono lo stesso tetto. I parenti più stretti sono nonno Carlo, nonna Maura, nonna Patty (che per qualche tempo è stata “l’altra nonna”, anche in caso vocativo), zia Lucia, zio Luca, zio Barba; la mamma è “mamma Silvia” (manco ne avesse altre, da dover distinguere), il papà invece è “papi”, senza nome.

Nel mondo di Aurora lungo la strada da casa a scuola raccogliamo soffioni, “pietrole”, rametti… che immancabilmente finiscono nella borsa della mamma e vengono liberati nel prato di casa mesi dopo. Lungo quella strada, lei riesce a intravedere tra i cespugli le tane di Winnie the Pooh; e una noce dal mallo verde e profumato o una grossa chiocciola bianca vuota, se tenuti ben stretti in mano, chissà per quale effetto magico, «tengono lontano il lupo».

Nel mondo di Aurora «Aiuto, aiuto! Scappiamo dal lupo! No, è chiuso il lupo!» (Chiuso?! Come un negozio la domenica? Come “chiuso per ferie”? Come “non disturbare, non sono reperibile”? L’hanno barricato in casa? Si è chiuso in una scatola per fare un agguato, uno scherzo, una sorpresa?…). Di solito, com’è noto, sono i lupi i cattivi; ma a volte si scappa dalle caprette, arrampicandosi sulle sedie della cucina. Capita anche che «la montagna va via dal lupo perché il lupo è malato» (una variante del noto proverbio “se Maometto non va…”). Il mondo di Aurora è popolato anche di “giganti piccolini” (abbiamo già la pratica dell’ossimoro).

Nel mondo di Aurora la storia di Babbo Natale e della sua renna volante funziona anche in pieno luglio, ma con una variante: non è lui che porta i doni ai bambini scendendo nottetempo dal camino quando sono addormentati, ma sono i bambini stessi che fanno una sorpresa a Babbo Natale e gli regalano… un violino!

Nel mondo di Aurora, se nel mezzo di un sentiero di montagna si incontra una rupe, automaticamente «è un ciciu!»; poco importa se siamo ad Antrona e non a Villar San Costanzo nel cuneese: le è proprio rimasta impressa quella passeggiata tra i ciciu sul dorso di un papà brontolone!

Nel mondo di Aurora una coppia di nocciole raccolte su un sentiero di montagna nelle sue mani si trasformano in una macchina fotografica per scattare, a imitazione della mamma, foto del lago dall'”acqua con i brillantini” (fa anche le metafore, sì!). Ma “acqua con i brillantini” può essere anche l’acqua gasata: controllate sul dizionario!

Nel mondo di Aurora, mare, monti, laghi, giardini, parchi giochi… sono entità vive, dotate di personalità, e quindi in grado di esaudire la sua richiesta «mare, scivoli, gabbiani… venite da me!» e degni di essere avvisati e salutati con un bel «ciao, io vado a casa». E quando lei va a casa, per tutta la notte il mare si riposa, per non essere stanco l’indomani.

Nel mondo di Aurora, il prato non produce noci, ma può accogliere quelle che cadono dall’albero, così non si fanno male; perché se cadono sulla strada, “ahi, che botta!”. E se è lei, per esuberanza sua e per distrazione dei genitori, a cadere dalla sedia e a battere una testata, una volta fatti i dovuti impacchi con acqua fredda, creme, bacio magico dei genitori… bisogna controllare anche il pavimento, che non abbia qualche buco, e anche chiedergli scusa e fargli una coccola; e ricontrollare, dopo qualche giorno, che lì, proprio in quel punto, non ci siano cicatrici.

Nel mondo di Aurora, che ci fa una lucertola in cucina? «Vorrà mica rubarmi il latte?!». Il cane è un grande produttore di latte, al pari della mucca; ma tutto ‘sto latte, poi, chi lo beve? «Nessuno!»

Nel mondo di Aurora, se la mamma al volante si lamenta «che puzza ‘sto motorino! ma che caspita sta bruciando?!», lei interpreta e rielabora: «Il motorino ha fatto la cacca». E se la mamma, giocando, ironicamente le chiede «Dove sono i tuoi piedini?» lei ti risponde: «Li ho parcheggiati» (ci sono le auto, i treni, le bici, gli autobus…e i pedibus!).

Nel mondo di Aurora i ruoli tra genitori sono chiaramente distinti: il papà va a lavorare e la mamma a scuola (già, perché la mamma a scuola non lavora: si svaga, si diverte!). E quando la mamma arriva dal lavoro (pardon, da scuola) o dalla palestra o da una riunione, lei corre incontro tra mille feste e… «Ciao mamma! Sei venuta a trovarmi?» (no, scusa, va beh che ormai sei tu il capo, ma, se permetti, qui ci abito, è casa mia!).

Nel mondo di Aurora, dopo la doccia e col pigiama addosso, «la pelle profuma di sole». Di crema doposole, vorrai dire? No, di sole! E ha una logica! Perché il sole viaggia tutto il giorno, e chissà quanti colori rumori profumi sensazioni del mondo raccoglie e può restituire. Poi viene il momento della “super coccola” della buonanotte, ma… «Oh, no! L’ho distrutta!»; la mamma, però, la può aggiustare.

Nel mondo di Aurora, se lei chiede «dove sono i tuoi X anni?» Attimo di crisi. Potrei spiegarle che gli anni non sono un’entità tangibile, che puoi maneggiare, prendere, spostare, riporre da qualche parte, che non c’è un posto fisico in cui sono. Oppure potrei dirle che sono sul mio corpo, sulle rughe della mia pelle, come segni, impronte della vita. O che sono dentro il mio cuore: scatole di ricordi, esperienze, attimi… Felici, tristi, eccezionali, ordinari, lontani, vicini… Importanti, incisivi, indimenticabili. Ma questa è troppo complicata (o non sono capace io a tradurla in linguaggio semplice) e quindi… mi sa che la rimando a quando sarai più grande.

Nel mondo di Aurora… Chissà se le ho scritte tutte, se ne ho perse per strada?

Ma che mondo sarà mai? Semplicemente, il mondo reale, quello di tutti i giorni, che lei si apre man mano a conoscere, esplorare, scoprire, far entrare in sé, con uno sguardo sempre acceso di entusiasmo e curiosità. Quando giochiamo insieme, quando passeggiamo insieme, mano nella mano, d’improvviso mi dispensa queste chicche, che mi fanno ridere e sorridere. Di una fantasia, genialità, spontaneità sconcertanti. Da lì ad inventare storie il passo è facile: la vera musa ispiratrice è lei; io mi limito a seguirla, assecondarla. E le passeggiate insieme o la sera prima della nanna sono le occasioni migliori per raccontarle.

***

Se vuoi leggere altri componimenti relativi a questa Silloge, clicca sul link: Silloge #IlPesceConlOmbrello

Il mondo di Aurora (e di sua mamma) – Silvia Oppezzo – Lettera32 Il Blog
“Il mondo di Aurora” (e di sua mamma)

Un pensiero su ““Il mondo di Aurora” (e di sua mamma)

  • Giugno 10, 2022 alle 9:44 am
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    Brava, Silvia.
    Hai reso la ‘meraviglia’ che alberga nell’ animo infantile e che (ahinoi) gli adulti smarriscono per strada in maniera da farla assaporare anche a noi: ci sembra di conoscerla, la tua Aurora!
    E ci fate recuperare un bel pezzetto del gusto per i pezzetti di semplici realtà che diventano gemme.

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